è bello quando la pontaneità ci arriva come pioggia a lavare lo sguardo dall'intorno
e sentiamo solo di rispondere all'essensa del giorno..
quando non serve domandarsi il perchè..
quando è così e basta..

si forse le cose cambiano, piano. Altre restano intatte altre speri o ti illudi(dipende dal punto di vista di certi giorni) possano venire..il Non è detto ..è sempre li,che gravita sulle nostre teste come a mezz'aria..ti sforzi giorno per giorno di trovare motivazione in ciò che fai e sei ..perciò a volte ti butti in nuove situazioni di vario genere credendo anche al destino e che lo puoi cambiare con la sola volontà..cerchi carezze perdute (perchè mai date)in un tempo che non appaga il tuo bisogno di emozione e amore.. il cercare potrebbe essere una motivazione solo che a volte vorresti tornare a respirare per ciò che sei ..senza bisogno di spiegazione per una complicità che prima non si doveva cercare..invece del solito "ancora un altro giorno "uffi!
A volte però le guerre che decidiamo di combattere sono per noi stessi e questo ci fa onore perchè discerniamo tra una strada e un'altra da percorrere con strumenti che troviamo a portata di mano sulla via e che ci fanno essere ciò che siamo oggi..una battaglia può essere positiva se ci fa crescere e maturare se il cambiamento porta alla ribalta il nostro punto di vista se oltre ad aver preso abbiamo dato se l'aver ricevuto ci è servito se è con orgoglio che guardiamo ai nostri passi senza rinnegare e,col tempo,rimpiangere.E' allora che, prescindendo dalle modalità con le quali si è detta la parola fine,riusciamo a dare significato a quei giorni passati insieme allora si,continueremo ricordando..superando l'inverno e le specifiche di frammenti di esistenza intrisi nei maglioni.

le foglie cadono
sfiorandoci nell'andare
come i pensieri
sull'asfalto bagnato
sul far della sera
compari
dolce malinconia
sull'uscio dell'anima

La famiglia ricopre un ruolo fondamentale riguardo alla prima socializzazione del soggetto(in questo caso il giovane) che,attraverso il rapporto genitori/figli e le sue proprie dinamiche,introietta valori e orientamenti comportamentali di riferimento che saranno il nucleo fondante su cui si baserà la costruzione della personalità e il suo relativo sviluppo.
Qualora il giovane vivesse un’infanzia segnata, all’interno della famiglia,da un forte conflitto genitoriale,difficili relazioni interpersonali e scarsa attenzione verso i bisogni del soggetto, si potrebbe ipotizzare ci siano una serie di fattori di rischio che,se non preventivamente contenuti,potrebbero considerarsi tra le cause di uso di sostanze da parte delle nuove generazioni. In questo caso, ,l’uso di droga diventa una forma oscura e alquanto sbagliata di manifestazione del conflitto generazionale.
Inoltre se i giovani si avvalgono di modelli genitoriali esposti in prima persona all’uso di sostanze sono da considerarsi soggetti maggiormente a rischio di uso,abuso e,quindi, dipendenza.
Si è notato che altro terreno fertile per la comparsa di questo problema,e più in generale,per il disadattamento sociale, è la difficoltà d’apprendimento e quindi i percorsi scolastici critici. L’insoddisfazione e la frustrazione infatti,in soggetti a rischio,creano varie forme di malessere soprattutto legate alla loro voglia di essere accettati e riconosciuti membri all’interno del “gruppo dei pari”al quale i ragazzi riconoscono ormai sempre più autorità nonostante,quasi sempre, sia animato da regole condivise antitetiche a quelle vigenti nel contesto sociale di riferimento. Sembra dunque che,in rapporto all’esigenza del “far parte del gruppo”gli individui si abbandonino al conformismo riguardante stili di vita,modi di vestire e linguaggi adottati.
La società contemporanea poi,lascia il giovane solo di fronte a scelte cruciali che determineranno il suo futuro. Proponendo esempi di permissivismo,relatività culturale e di scelta infatti, se da una parte l’adulto butta giù il muro antiquato dell’autorità genitoriale, dall’altra innesca nel giovane un vacillare e rompersi di certezze difficili da ricostruire. Sappiamo per esempio che,diversamente da cosa accade oggi,in epoche arcaiche il passaggio all’età adulta era scandito da riti di iniziazione che erano garanti di una certa sicurezza e che,per millenni, il giovane ha potuto prendere d’esempio i genitori e aggrapparsi al loro bagaglio d’esperienza mentre adesso,sa benissimo, gli servirà a ben poco.
Sembra che i giovani abbiano una scarsa percezione del futuro che li porta ad avere una relativa attenzione per le conseguenze delle loro azioni. Al giovane viene offerta una formazione dagli esiti controversi che, se da un lato va verso la specializzazione delle competenze,dall’altro li mette di fronte ad un prolungarsi interminabile dell’adolescenza a causa di numerosi nuovi anni da dedicare allo studio che precludono immediate possibilità di realizzazione personale. Egli nonostante l’aver perso la guida dell’adulto sente di aver imparato a muoversi bene nell’ambito dello sviluppo delle nuove tecnologie e dei nuovi modi di relazionarsi al mondo. Pur tuttavia, diventando,a causa di una molteplicità di fattori,precocemente adulto, sente di non avere gli strumenti atti a renderlo autonomo dal punto di vista economico così da considerarsi come “chiuso in gabbia”. Il ricorrere spasmodico al consumismo, giustificato oramai da una negativa modalità di comunicare,che si manifesta solo attraverso l’esibizione di oggetti,porta il giovane a non avere una ben delineata identità a scapito della fiducia dello stesso,nelle proprie potenzialità d’azione che agiscono sul mondo esterno per cambiarlo e/o migliorarlo secondo i propri gusti e ideali.
Il successo da conseguire ad ogni costo e il dover essere all’altezza in ogni situazione, nell’era della performance, ha spianato la strada all’eccessivo edonismo e alla ricerca di piaceri forti e immediati mettendo così fuori gioco fattori come la pazienza,la costanza e la determinazione di arrivare a contemplare, con sforzo positivo, i propri talenti. In questo quadro così contorto è probabile che la diffusione degli stupefacenti sia dovuta al fatto che la droga non si limita a sostituire la religione o l’ideologia ma si fa promotrice di una rinuncia agli altri e ad una società così organizzata. I consumatori di allucinogeni lo diventano perché si assiste al decadentismo di un più profondo “senso della vita”in quanto gli si chiede di far parte di una quotidianità deludente e senza uno straccio di ideale da poter perseguire.
La tendenza a drogarsi è di norma conseguenza di una nevrosi,di uno squilibrio. L’età media del tossicodipendente è stimata tra i 20 e i 30 anni mentre l’attitudine va scemando dopo i 40.
Facilmente si può entrare nella rete ma è quasi impossibile uscirne.
I sistemi per reclutare i tossicomani notoriamente si basano sull’adescamento dei ragazzi che vengono convinti a provare “un viaggio gratis”avvertendoli però che,se la prima volta sarà sgradevole,la seconda si potrà toccare il cielo con un dito.
Dopo le prime 2 prove,il giovane è irrimediabilmente entrato nel giro. Sarà lui dunque,chiedere la “dose” che,gli verrà fornita solo nel caso in cui riesca a venderne un determinato quantitativo tra amici.
Curiosità,moda ed esibizionismo,ricerca del proibito, risultano il mix perfetto che portano all’uso di sostanze;
c’è inoltre da dire che,l’offerta della droga viene vista oggi dai giovani come un segno d’amicizia o di” stima particolare”. La moda tra i fattori che portano al dilagare dell’uso di droga,è da considerarsi come il più meschino ed il meno giustificabile. In più si rileva che molti tossicodipendenti provengono da famiglie benestanti, hanno un lavoro e buone prospettive per il futuro. Questi ultimi cercano nella droga la risposta ai ritmi frenetici della quotidianità. In conclusione,per quanto la cosa possa apparire eccentrica e singolare,ciò che una parte della società interpreta come trasgressione e devianza rappresenta “tristemente” per un’altra parte adesione e,se si vuole,conformità ad un’alternativa culturale e di valori.
raggi di luce a riflettersi su persiane abbassate
la penombra della notte svanisce
insieme a quell'aria frizzante
che accarezza le estremità del letto
in cui mi sveglio
assaporando
il dolce trascinarsi
della mente
rapita dal pnsiero di te..
come non capitava da un pò..


infiniti orizzonti ancora da far risplendere del nostro esserci..
una luce di speranza guida il cammino
mentre con il soffice inchiostro di una nuvola
lascio scrivere gli estremi per un nuovo delinearsi..
nella luce del mattino come dolce carezza
dall'ingenuità bambina..
sapore di passato dal profumo sopito
che inebbria il cuor battente
..è dinuovo presente ..
resiste all'ingiallire del tempo il brivido del sentimento..

Commentando qua e là..
emozioni che mi regalate..
grazie!